
Tormentum II โ Dove lo compri
Trailer
Recensione
Lโereditร estetica di Hans Ruedi Giger e Zdzisลaw Beksiลski ha da sempre rappresentato una tentazione pericolosa per il videogioco. ร un vocabolario visivo immensamente carismatico ma insidioso: da un lato offre scorciatoie cromatiche per evocare angoscia ed esoterismo; dallโaltro rischia di soffocare la struttura di gioco under lโingombrante peso della propria magniloquenza contemplativa. Quando OhNoo Studio pubblicรฒ nel 2015 il primo Tormentum: Dark Sorrow, la scommessa consisteva nel vestire le ossa tradizionali dellโavventura grafica punta-e-clicca con una veste pittorica cupissima, ossea, biomeccanica. A distanza di oltre un decennio, Tormentum II si affaccia sul mercato con ambizioni decisamente piรน vaste, proponendosi non soltanto come un seguito ideale, ma come un saggio sulla prigionia concettuale, sulla creazione digitale e sul peso della coscienza.
Il punto di partenza narrativo abbandona lโindeterminatezza del capitolo originale per abbracciare unโimpalcatura meta-narrativa dalle venature fanta-horror. Il protagonista, David, รจ un programmatore ossessionato dalla creazione di una simulazione popolata da intelligenze artificiali capaci di percepire la propria esistenza. Lโinnesto nellโarchitettura hardware di un componente sconosciuto trasforma lโesperimento in una prigione: David si risveglia allโinterno del proprio universo digitale, un territorio che si รจ deformato autonomamente, sviluppando una liturgia, una mitologia e una divinitร che nessun algoritmo umano aveva preventivato.
Se la premessa sulla carta possiede la spinta ideale per fondere il terrore viscerale con la speculazione tecnologica, lโinizio dellโavventura soffre di unโevidente rigiditร strutturale. Nelle prime due o tre ore di gioco, Tormentum II appare eccessivamente prolisso e narrativamente confuso. Lo studio polacco tenta di stabilire le coordinate del suo mondo attraverso una densitร dialogica che finisce per imbrigliare il ritmo. I dialoghi e i monologhi interiori si sovrappongono in modo talvolta ridondante, affastellando concetti di filosofia dellโIA, rimpianti personali ed elementi esoterici senza lasciare che la componente visiva compia il lavoro di decodifica che le perterrebbe per natura.
In questa fase iniziale, la frizione tra la semplicitร delle azioni richieste al giocatore e la sovrastruttura verbale crea una sensazione di disorientamento poco stimolante. Si cammina attraverso scenari di maestosa desolazione, ma si รจ continuamente interrotti da uno scambio di battute che tende a riaffermare concetti giร ampiamente suggeriti dal background art. Per unโavventura grafica che fa dellโimpatto viscerale la sua valuta principale, questo sovraccarico informativo rischia di alienare la concentrazione, costringendo il giocatore a subire una spiegazione anzichรฉ assimilare un contesto.
Fortunatamente, superato lo scoglio dellโincipit, la struttura di Tormentum II subisce una trasformazione decisiva. Il titolo spicca il volo non appena la mappa si scompone in una sequenza di โisole tematicheโ, micro-mondi autosufficienti dotati di una propria coerenza ecologica, sociale e architettonica. ร qui che il design di OhNoo Studio dimostra la sua reale maturitร .
Abbandonata la necessitร di spiegare pedantemente la natura della simulazione, il gioco lascia che siano gli ambienti a parlare. Ogni isola si configura come un teorema estetico indipendente: strutture di carne fossilizzata, cattedrali prive di sconsacrazione la cui muratura si compone di vertebre e bronzo, paesaggi industriali rugginosi in cui la tecnologia sembra essersi fusa con apparati riproduttivi organici. La varietร degli sfondi โ tutti realizzati a mano con una cura maniacale per la tessitura e la profonditร di campo โ trasforma lโesplorazione in un pellegrinaggio allโinterno di una galleria dโarte incubotica.
A supportare questo straordinario sforzo pittorico interviene un comparto sonoro di rara potenza evocativa. La colonna sonora non cerca mai il tema orecchiabile o il compiacimento melodico; lavora invece sulle frequenze basse, su tappeti oscuri e ronzii industriali interrotti da percussioni metalliche e arpeggi di matrice dark metal. Lโeffetto dโinsieme รจ quasi ipnotico. La presenza di una totale localizzazione in lingua italiana (sia nei testi che nellโinterfaccia) merita una menzione dโonore: il lavoro di traduzione mantiene intatta la compostezza solenne e leggermente arcaica della prosa, garantendo unโimmersione completa senza quelle sbavature linguistiche che spesso penalizzano le produzioni indipendenti nel nostro Paese
Sul piano strettamente meccanico, Tormentum II si mantiene fedele alla tradizione piรน pura del punta-e-clicca bidimensionale, ma sceglie deliberatamente la via della trasparenza. Non troverete qui gli enigmi astrusi, illogici o punitivi che hanno caratterizzato la stagione dโoro del genere negli anni โ90. La logica dei puzzle รจ sorprendentemente semplice e intuitiva.
La maggior parte dei rompicapo si risolve attraverso unโattenta osservazione dellโambiente circostante: la ricerca di chiavi sagomate, la combinazione di elementi chimici evidenti o la risoluzione di piccoli minigiochi sequenziali (interruttori da allineare, codici simbolici da decifrare). Lโassenza di pixel hunting esasperato e la chiarezza con cui gli oggetti vengono catalogati nellโinventario permettono al gioco di mantenere un ritmo fluido.
Questa scelta di design rappresenta unโarma a doppio taglio: se da un lato garantisce che lโavventura si completi in un arco temporale compreso tra le 8 e le 12 ore senza mai generare frustrazione artificiale, dallโaltro potrebbe far storcere il naso ai puristi in cerca di una sfida cerebrale complessa. La semplicitร dei puzzle fa sรฌ che il gameplay agisca piรน come un connettore tra le varie tavole illustrate che come un vero e proprio ostacolo da superare. La gratificazione non nasce dal momento โeurekaโ dopo ore di stallo, ma dal costante avanzamento allโinterno dellโincubo.
Lโelemento che eleva Tormentum II al di sopra di un semplice esercizio di stile รจ la gestione delle scelte morali. Nel corso del viaggio attraverso le isole, il giocatore รจ chiamato a prendere decisioni che influenzano il destino degli abitanti della simulazione.
A differenza di molti titoli moderni che segnalano i nodi narrativi con icone appariscenti o contatori visibili di โbene/maleโ, OhNoo Studio pianta i propri bivi etici nei momenti piรน inaspettati. Una conversazione apparentemente di routine con una creatura sfigurata o la decisione di consegnare un oggetto di scarto a una fazione piuttosto che a unโaltra possono innescare conseguenze a catena irrimediabili.
Non esiste una morale consolatoria in Tormentum II. Spesso il giocatore si trova a dover scegliere tra due forme di sofferenza, o a dover valutare se la misericordia verso unโentitร digitale non rappresenti, in realtร , una crudeltร ancora maggiore. Questa incertezza costante conferisce una notevole tensione alle decisioni, garantendo una reale differenziazione dei percorsi e dei finali. Sapere che le proprie azioni si rifletteranno sul destino di David e del suo universo deforme giustifica pienamente una seconda run, trasformando le 8-12 ore iniziali in unโesperienza potenziale anche piรน estesa, grazie alla presenza dei salvataggi manuali non sovrascritti.
