Tormentum II

Tematica: Fantasy, Horror
Prospettiva/Visuale: Laterale
Modalitร  di gioco: Single Player
Piattaforme: PC, Linux, Mac
Developer: OhNoo Studio
Publisher: OhNoo Studio
Anno di pubblicazione: 2026

Tormentum II โ€“ Dove lo compri

Trailer

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Recensione

Lโ€™ereditร  estetica di Hans Ruedi Giger e Zdzisล‚aw Beksiล„ski ha da sempre rappresentato una tentazione pericolosa per il videogioco. รˆ un vocabolario visivo immensamente carismatico ma insidioso: da un lato offre scorciatoie cromatiche per evocare angoscia ed esoterismo; dallโ€™altro rischia di soffocare la struttura di gioco under lโ€™ingombrante peso della propria magniloquenza contemplativa. Quando OhNoo Studio pubblicรฒ nel 2015 il primo Tormentum: Dark Sorrow, la scommessa consisteva nel vestire le ossa tradizionali dellโ€™avventura grafica punta-e-clicca con una veste pittorica cupissima, ossea, biomeccanica. A distanza di oltre un decennio, Tormentum II si affaccia sul mercato con ambizioni decisamente piรน vaste, proponendosi non soltanto come un seguito ideale, ma come un saggio sulla prigionia concettuale, sulla creazione digitale e sul peso della coscienza.

Il punto di partenza narrativo abbandona lโ€™indeterminatezza del capitolo originale per abbracciare unโ€™impalcatura meta-narrativa dalle venature fanta-horror. Il protagonista, David, รจ un programmatore ossessionato dalla creazione di una simulazione popolata da intelligenze artificiali capaci di percepire la propria esistenza. Lโ€™innesto nellโ€™architettura hardware di un componente sconosciuto trasforma lโ€™esperimento in una prigione: David si risveglia allโ€™interno del proprio universo digitale, un territorio che si รจ deformato autonomamente, sviluppando una liturgia, una mitologia e una divinitร  che nessun algoritmo umano aveva preventivato.

Se la premessa sulla carta possiede la spinta ideale per fondere il terrore viscerale con la speculazione tecnologica, lโ€™inizio dellโ€™avventura soffre di unโ€™evidente rigiditร  strutturale. Nelle prime due o tre ore di gioco, Tormentum II appare eccessivamente prolisso e narrativamente confuso. Lo studio polacco tenta di stabilire le coordinate del suo mondo attraverso una densitร  dialogica che finisce per imbrigliare il ritmo. I dialoghi e i monologhi interiori si sovrappongono in modo talvolta ridondante, affastellando concetti di filosofia dellโ€™IA, rimpianti personali ed elementi esoterici senza lasciare che la componente visiva compia il lavoro di decodifica che le perterrebbe per natura.

In questa fase iniziale, la frizione tra la semplicitร  delle azioni richieste al giocatore e la sovrastruttura verbale crea una sensazione di disorientamento poco stimolante. Si cammina attraverso scenari di maestosa desolazione, ma si รจ continuamente interrotti da uno scambio di battute che tende a riaffermare concetti giร  ampiamente suggeriti dal background art. Per unโ€™avventura grafica che fa dellโ€™impatto viscerale la sua valuta principale, questo sovraccarico informativo rischia di alienare la concentrazione, costringendo il giocatore a subire una spiegazione anzichรฉ assimilare un contesto.

Fortunatamente, superato lo scoglio dellโ€™incipit, la struttura di Tormentum II subisce una trasformazione decisiva. Il titolo spicca il volo non appena la mappa si scompone in una sequenza di โ€œisole tematicheโ€, micro-mondi autosufficienti dotati di una propria coerenza ecologica, sociale e architettonica. รˆ qui che il design di OhNoo Studio dimostra la sua reale maturitร .

Abbandonata la necessitร  di spiegare pedantemente la natura della simulazione, il gioco lascia che siano gli ambienti a parlare. Ogni isola si configura come un teorema estetico indipendente: strutture di carne fossilizzata, cattedrali prive di sconsacrazione la cui muratura si compone di vertebre e bronzo, paesaggi industriali rugginosi in cui la tecnologia sembra essersi fusa con apparati riproduttivi organici. La varietร  degli sfondi โ€” tutti realizzati a mano con una cura maniacale per la tessitura e la profonditร  di campo โ€” trasforma lโ€™esplorazione in un pellegrinaggio allโ€™interno di una galleria dโ€™arte incubotica.

A supportare questo straordinario sforzo pittorico interviene un comparto sonoro di rara potenza evocativa. La colonna sonora non cerca mai il tema orecchiabile o il compiacimento melodico; lavora invece sulle frequenze basse, su tappeti oscuri e ronzii industriali interrotti da percussioni metalliche e arpeggi di matrice dark metal. Lโ€™effetto dโ€™insieme รจ quasi ipnotico. La presenza di una totale localizzazione in lingua italiana (sia nei testi che nellโ€™interfaccia) merita una menzione dโ€™onore: il lavoro di traduzione mantiene intatta la compostezza solenne e leggermente arcaica della prosa, garantendo unโ€™immersione completa senza quelle sbavature linguistiche che spesso penalizzano le produzioni indipendenti nel nostro Paese

Sul piano strettamente meccanico, Tormentum II si mantiene fedele alla tradizione piรน pura del punta-e-clicca bidimensionale, ma sceglie deliberatamente la via della trasparenza. Non troverete qui gli enigmi astrusi, illogici o punitivi che hanno caratterizzato la stagione dโ€™oro del genere negli anni โ€™90. La logica dei puzzle รจ sorprendentemente semplice e intuitiva.

La maggior parte dei rompicapo si risolve attraverso unโ€™attenta osservazione dellโ€™ambiente circostante: la ricerca di chiavi sagomate, la combinazione di elementi chimici evidenti o la risoluzione di piccoli minigiochi sequenziali (interruttori da allineare, codici simbolici da decifrare). Lโ€™assenza di pixel hunting esasperato e la chiarezza con cui gli oggetti vengono catalogati nellโ€™inventario permettono al gioco di mantenere un ritmo fluido.

Questa scelta di design rappresenta unโ€™arma a doppio taglio: se da un lato garantisce che lโ€™avventura si completi in un arco temporale compreso tra le 8 e le 12 ore senza mai generare frustrazione artificiale, dallโ€™altro potrebbe far storcere il naso ai puristi in cerca di una sfida cerebrale complessa. La semplicitร  dei puzzle fa sรฌ che il gameplay agisca piรน come un connettore tra le varie tavole illustrate che come un vero e proprio ostacolo da superare. La gratificazione non nasce dal momento โ€œeurekaโ€ dopo ore di stallo, ma dal costante avanzamento allโ€™interno dellโ€™incubo.

Lโ€™elemento che eleva Tormentum II al di sopra di un semplice esercizio di stile รจ la gestione delle scelte morali. Nel corso del viaggio attraverso le isole, il giocatore รจ chiamato a prendere decisioni che influenzano il destino degli abitanti della simulazione.

A differenza di molti titoli moderni che segnalano i nodi narrativi con icone appariscenti o contatori visibili di โ€œbene/maleโ€, OhNoo Studio pianta i propri bivi etici nei momenti piรน inaspettati. Una conversazione apparentemente di routine con una creatura sfigurata o la decisione di consegnare un oggetto di scarto a una fazione piuttosto che a unโ€™altra possono innescare conseguenze a catena irrimediabili.

Non esiste una morale consolatoria in Tormentum II. Spesso il giocatore si trova a dover scegliere tra due forme di sofferenza, o a dover valutare se la misericordia verso unโ€™entitร  digitale non rappresenti, in realtร , una crudeltร  ancora maggiore. Questa incertezza costante conferisce una notevole tensione alle decisioni, garantendo una reale differenziazione dei percorsi e dei finali. Sapere che le proprie azioni si rifletteranno sul destino di David e del suo universo deforme giustifica pienamente una seconda run, trasformando le 8-12 ore iniziali in unโ€™esperienza potenziale anche piรน estesa, grazie alla presenza dei salvataggi manuali non sovrascritti.

Tormentum II | Scheda, Recensione, dove comprarlo
Tormentum II
Il Verdetto
Tormentum II รจ un'opera che dimostra quanto il talento visivo e la cura per l'atmosfera possano sostenere un genere antico senza bisogno di stravolgerne le regole. Nonostante un avvio incerto, minato da una verbositร  eccessiva che rischia di nascondere le qualitร  del titolo sotto un velo di confusione espositiva, il gioco trova una sua splendida dimensione non appena spalanca le porte del suo arcipelago da incubo. La semplicitร  dei rompicapo e la fluiditร  dell'incedere ne fanno un'avventura accessibile, un viaggio oscuro che si lascia attraversare con piacere contemplativo, sorretto da una direzione artistica monumentale e da bivi morali mai banali. OhNoo Studio ha confezionato un seguito solido, un incubo biomeccanico di rara bellezza figurativa che merita di essere vissuto da chiunque apprezzi la contaminazione tra arte figurativa e narrativa interattiva.
Il parere dei lettori0 Voti
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PRO
Direzione artistica imponente di ispirazione gigeriana
Comparto sonoro oscuro, denso e perfettamente d'atmosfera
La sezione centrale delle "isole tematiche" รจ eccellente
Bivi morali organici, imprevedibili e ben ramificati
Ottima localizzazione completa in lingua italiana
CONTRO
Prima parte di gioco prolissa, confusa e ritmicamente faticosa
Enigmi fin troppo semplici per i veterani del genere
7

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Voto Finale

Enrico Giammarco
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