la ruota delle meraviglie

La ruota delle meraviglie

la ruota delle meraviglie

Come ho già avuto modo di affermare, il cinema d’estate, quello proposto nelle arene all’aperto ricavate da piazze e cortili di licei, ha l’ottima funzione di far riscoprire titoli sfuggiti, in maniera colpevole o inconsapevole, durante la stagione invernale.

Ho avuto quindi modo di visionare La ruota delle meraviglie, l’ultima fatica di Woody Allen finanziata dagli Amazon Studios. Si tratta di un’opera molto interessante sotto almeno un paio di piani di lettura.

[asa tpl=”flat_box_horizontal”]B078GMZDVR[/asa]

Innanzitutto, la location e la struttura narrativa. Allen fugge dai classici ambienti borghesi della Grande Mela, e dai loro schemi, per puntare al disagio di una comunità di lavoratori poco abbienti che operano all’interno del contesto di un parco dei divertimenti nella Coney Island dei primi anni Cinquanta. I personaggi principali si muovono tra sogno e disperazione, coerentemente con la loro età. C’è Mickey (Justin Timberlake), bagnino con aspirazioni da scrittore, che vede la vita passare davanti alla sua postazione ed è pronto ad afferrarla, per dare esperienza e alimentare il sogno. C’è Ginny (Kate Winslet), ex-attrice di teatro e ora cameriera, disillusa dalla vita e consapevole di averla rovinata, assieme al primo matrimonio, per colpa dell’alcool. C’è Humpty (Jim Beluschi), rozzo giostraio e secondo marito di Ginny, anch’egli ex-alcoolista, che mal sopporta il primo figlio di lei, un bambino con aspirazioni da piromane. Infine c’è Carolina (Juno Temple), figlia di primo letto di Humpty, che piomberà nella vita di tutti per cercare di sfuggire al marito gangster che vuole punirla per aver “cantato” con i federali.

L’altro piano della lettura è quello della fotografia, di Vittorio Storaro. Il celebre direttore italiano compie un lavoro mirabile nel rendere cromaticamente costante la presenza della ruota del titolo, all’interno di tutte le scene-clou. Il colore sfuma in mille tonalità, a rappresentare gli stati emotivi dei protagonisti. La disperazione ossessiva e gelosa di Ginny nei confronti di Mickey, l’ingenuità trasognata di Carolina, la rabbia disillusa di Humpty, le rapide infatuazioni dello stesso Mickey, prima spettatore-narratore infine co-protagonista della scena. Woody Allen racconta, magistralmente, la vita che scorre, le azioni che cambiano per lasciar tutto uguale, sotto il movimento incessante della Ruota delle Meraviglie.

Un ritorno ad ottimi livelli per Woody Allen, impreziosito dalla prova degli attori, su tutti la straordinaria Kate Winslet in un ruolo “alla Blanche DuBois”. Spero che questo non sia a tutti gli effetti l’ultimo film distribuito in sala per il regista newyorchese.

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Zeen Social Icons