Io Capitano

Scheda del Film

Titolo Originale
Io capitano
Paese
 Belgium,   France,   Italy
Casa di Produzione
Archimede, RAI Cinema, Tarantula, Pathé, Logical Content Ventures
Regia
Matteo Garrone
Producer
Matteo Garrone, Paolo Del Brocco
Sceneggiatura
Matteo Garrone, Massimo Gaudioso, Andrea Tagliaferri, Massimo Ceccherini
Ideatore
Cast
Seydou Sarr, Moustapha Fall, Issaka Sawadogo, Hichem Yacoubi, Doodou Sagna, Khady Sy, Venus Gueye, Cheick Oumar Diaw, Joe Lassana, Mamadou Sani, Bamar Kane, Beatrice Gnonko, Flaure B.B. Kabore, Affif Ben Badra, Observateur Ebène, Jacky Zappa, Abdellah Elbkiri, Bidar Abdelahad, Mohamed Amine Kihel, Mouhamed Gaye, Cheikh Ndiaye, Babacar Diop, Emilie Adams, Princess Erika, Mariam Kaba, Aly Niang, Taha Benaim, Didier Njikam, Ibrahima Gueye
Durata
2 h 01 min
Data di Uscita
7 Settembre 2023
Generi
Avventura, Drammatico
Budget
$13.272.819
Revenue
Sinossi
Una fiaba omerica che racconta il viaggio avventuroso di due giovani, Seydou e Moussa, che lasciano Dakar per raggiungere l’Europa. Un’Odissea contemporanea attraverso le insidie del deserto, i pericoli del mare e le ambiguità dell’essere umano.

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Recensione

Non cambia il team autoriale di Matteo Garrone rispetto al precedente Pinocchio, quindi non stupisce se Io Capitano mantenga alcuni toni e tropi fiabeschi nel viaggio di Seydou e Moussa: il sogno, il ricongiungimento, la traversata in mare. La scelta di prospettiva del regista italiano è chiara: un’ambientazione e un cast totalmente africano per educare chi mal digerisce le grandi migrazioni senza comprenderne i motivi, che non sempre sono di sopravvivenza, ma possono essere anche aspirazionali come questi due giovani senegalesi che vogliono arrivare in Europa per diventare musicisti famosi.

Il dubbio sull’autorevolezza di Garrone è lecito: nulla di personale, ma nel 2023 dobbiamo ancora aspettare un cineasta bianco europeo per raccontare fenomeni di cui siamo (più o meno vicini) testimoni? Lungi dal fare operazioni di appropriazione culturale o perseguire il gusto tardo-colonialista di opere come La mia Africa o Il tè nel deserto, Garrone non sembra comunque porsi troppi problemi sulla sua terzietà; egli è più preoccupato della comprensibilità della sua pellicola. La bella fotografia di Paolo Carnera non fa cadere Garrone nel trappolone della patinatura del racconto: Io capitano da questo punto di vista è documentaristico, quasi didascalico, non proponendo nulla di nuovo o sconvolgente che uno spettatore “di sinistra” di cultura e livello di informazione medio-alto non sappia già: le polizie dei vari stati africani corrotte e conniventi, le interminabili camminate nel deserto per passare il confine, le carceri libiche e le loro torture, gli scafisti improvvisati tra i passeggeri.

Tutto molto (troppo?) lineare, i pochi twist narrativi sembrano semplicistici, anche se Io Capitano non indugia troppo nell’edulcorazione del racconto. Sembra un film adatto a parlare al suo pubblico, quello che non deve essere convinto, tantomeno educato. E gli altri? Probabilmente non vanno al cinema per partito preso, dando anche un’occhiata ai risultati del botteghino, nonostante il film sia stato protagonista della stagione dei premi (Leone d’Argento a Venezia, candidato sia ai Golden Globe che agli Oscar).

Io Capitano
Io Capitano
Il Verdetto
Centellinando le dosi di realismo e allegoria, Garrone sembra essersi dimenticato della drammaturgia e ci regala un film poetico nelle intenzioni ma documentaristico negli esiti.
Il parere dei lettori0 Voti
0
6.5

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