La metanarrazione televisiva o cinematografica non è un tipo di script così recente, perlomeno con frequenza episodica (Bolle di sapone è del 1991). E’ chiaro, le produzioni che raccontano il “dietro le quinte” del grande (o piccolo) schermo si sono moltiplicate a dismisura negli ultimi anni, facendone un vero e proprio genere, con numerosi picchi qualitativi (anche qui in Italia, ricordate Boris?).

Con Feud, Ryan Murphy è andato a ripescare la rivalità di due leggende della storia del cinema: Joan Crawford e Bette Davis.

La rivalità tra le due attrici era ben nota nell’ambiente ma, nonostante la stampa, lo era molto meno al grande pubblico. Raccontare il making-of di “Che fine ha fatto Baby Jane?” è un modo per raccontare due dive dell’età dell’oro di Hollywood.

SHOWRUNNER
Ryan Murhpy
CAST
Susan Sarandon, Jessica Lange, Alfred Molina, Stanley Tucci
GENERE
Storico, Drammatico
STAGIONIxEPISODI
1x08
PIATTAFORMA
n.a.
Our Score
7.5
Agli inizi degli anni Sessanta, la carriera di Bette Davis era in una fase di pesante stallo; dopo esser stata per vent’anni la gallina dalle uova d’oro della Warner Bros., aveva iniziato ad aver sempre più scontri sui film che le venivano proposti, scegliendo una seconda parte di carriera da freelance che, come ci ricorda il mai premiato Cary Grant, non la rese ben vista dall’Academy, che le aveva negato il terzo Oscar per l’iconica interpretazione in Eva contro Eva.

Anche Joan Crawford non se la passava bene. Dopo una lunga carriera (iniziata ai tempi del muto) più volte rivitalizzata, la nativa texana stava sperimentando quello che regolarmente avveniva (o avviene ancora?) quando una attrice molto avvenente non è più nel fiore degli anni: i registi iniziarono a dimenticarsi di lei, i copioni che le arrivavano erano scadenti, le produzioni a cui partecipava non erano all’altezza degli Anni Trenta, quando rivaleggiava con Norma Shearer e Greta Garbo.

Entrambe avevano bisogno di un nuovo successo per rilanciare le rispettive carriere, al punto da accettare di lavorare assieme.

Feud parte da dati storici e fattuali per raccontarci due grandi solitudini

Feud: Bette & Joan (questa serie doveva essere antologica, ma la seconda stagione non è mai stata prodotta) ci racconta di una faida che non aveva solide basi per esistere. Le due star non si piacevano, ma non c’era molto altro. La Crawford soffriva di essere sempre stata considerata un’attrice di seconda fascia rispetto alla Davis, al punto che il suo unico Oscar le era stato assegnato per un ruolo rifiutato in prima istanza dalla rivale. Bette, a sua volta, nutriva un complesso estetico nei confronti delle donne come la Crawford, e si era sempre ritenuta discriminata per non possedere una bellezza nei canoni preferiti dai produttori di Hollywood.

Insomma, per la Davis la vita reale era molto simile a quella di Margo Channing, il suo alter-ego in Eva contro Eva, mentre Joan Crawford era una Norma Desmond, così ossessionata da mantenere il suo status di diva, e un’avvenenza all’altezza.

Feuds are never about hate. Feuds are about pain.

Feud parte da dati storici e fattuali per raccontarci le rispettive solitudini di due donne straordinarie che hanno preferito recitare le rispettive parti piuttosto che provare a conoscersi, sul serio. Cosa c’è di più “meta” di due attrici premio Oscar interpretate da due attrici premio Oscar? La prova offerta da Susan Sarandon e Jessica Lange è superlativa, le dive rivivono a tutto tondo nella loro performance. Ryan Murphy non deve far altro che ritagliare lo schermo sulle sue protagoniste, e tutto il resto conta poco: gli ottimi comprimari maschili (Alfred Molina e Stanley Tucci), i timidi tentativi di storyline secondarie (la trama proto-femminista del personaggio di Alison Wright), così come una scrittura che lascia troppo spazio al docudrama e al periodo post-Baby Jane.

Feud è una serie sorretta da straordinarie prove attoriali che nascondono alcune ingenuità autoassoluorie a livello di scrittura.
Il parere dei lettori0 Voti0
Cosa funziona
Le attrici protagoniste
Supporting Cast
Cosa non funziona
Troppe puntate
Qualche ingenuità di scrittura
7.5