Da quando mi sono avvicinato alla serie Netflix Ozark, non ho fatto altro che leggere in giro definizioni e accostamenti a Breaking Bad. E’ molto facile proporre un confronto del genere: l’uomo medio che, per disperazione, abbandona tutti i suoi canoni morali e inizia a delinquere senza sosta è un tropo comune alle due serie.

Ozark somiglia a Breaking Bad, certo. Ma le analogie non riescono ad evidenziare la più grande differenza tra le due serie: Ozark è un prodotto Netflix, progettato dai creatori Bill Dubuque e Mark Williams, dallo showrunner Chris Mundy e dal produttore-star Jason Bateman, con il binge model di Netflix in mente. Lo spettatore sale a bordo rapidamente e vi rimane per tutta la durata. Pertanto, le decisioni creative di Ozark lo rendono l’ideale platonico di un crime drama Netflix.

SHOWRUNNER
Chris Mundy
CAST
Jason Bateman, Laura Linney, Julia Garner, Sofia Hublitz, Skylar Gaertner
GENERE
Thriller/Drammatico
STAGIONIXEPISODI
3x10
PIATTAFORMA
Netflix
Our Score
7.5
Ci sono tre aspetti che ti colpiscono, in Ozark: l’algida e meravigliosa fotografia, la normalità più che apparente che pervade location e personaggi, la tensione di fondo che non abbandona mai la scena. Il primo è coerente con le vicende di quest’amena località del Missouri, dove (quasi) nulla sembra umano, il secondo e il terzo sono il marchio di fabbrica della serie, che resta un thriller con leggerissime venature di comedy, soprattutto nella scelta del cast. Queste venature, va detto, tendono a scomparire con il prosieguo delle stagioni.

Marty Byrde (Bateman) sarebbe il tipico padre di famiglia americano che vive in una grande città (Chicago): ha un lavoro da ufficio, una moglie che lo tradisce, due figli con cui fatica a comunicare. Questa è la normalità apparente, ecco la verità: Marty Byrde fa affari con il secondo cartello messicano della droga, solo che il suo amico-socio Bruce l’ha fatta sporca, sottraendo ai “clienti” otto milioni di dollari. Marty sta per fare la (brutta) fine di Bruce, ma riesce ad ottenere una seconda chance offrendosi come riciclatore di denaro sporco nei pressi del lago Ozark. Quella che sembra una proposta disperata si trasformerà nella storyline principale della prima stagione: Marty che inventa metodi per riciclare tutto quel denaro in un posto che sembra rimasto a quarant’anni fa, con pochissime opportunità di business e un insospettabile humus di attività illegali sotterranee.

È facile relazionarsi con i personaggi principali di Ozark. Mentre la situazione della famiglia Byrde e dei loro sodali diventa più complessa di stagione in stagione, spingendoli in un angolo sempre più stretto e da cui è difficile fuggire, lo spettatore pensa: Com’è possibile che riescano ancora a farla franca? Come ne usciranno stavolta? È una formula che rende avvincente la visione.

Dicevo dell’atmosfera, in apertura. Ci sono alcune combinazioni di colori che alcune serie possono adottare per apparire come “roba seria”, e Ozark ha selezionato una tinta blu per le sue immagini. Fa sembrare tutto cupo, freddo, in qualche modo spietato. Se hai familiarità con la fotografia, Ozark diventa molto più facile da capire.

Uno dei grandi “miracoli” di Ozark si sviluppi liscio come l’olio, nonostante o a causa del modo in cui sovraccarica la trama. Marty & Co. sono sempre alle prese con una minaccia di qualche ordine, o con un ultimatum dal cartello. Devono relazionarsi con numerose fazioni criminali, locali e non, a volte antagonisti e altre no. Ed è in quel momento che (ancora una volta!) lo spettatore pensa Com’è possibile che riescano ancora a farla franca? Come ne usciranno stavolta?

Eppure Ozark non è solo una formula vincente dell’algoritmo di Netflix, quello che ti dice “Se ti è piaciuto questo, apprezzerai anche quest’altro”. E’ un eccellente prova attoriale di un cast che funziona. In primis, cito Julia Garner, che interpreta Ruth Langmore. Una rivelazione nel ruolo, un’insieme di ambizione, insicurezza, rabbia, trauma, talento, amore per i famigliari (i cugini) e rabbia contro la sua situazione, una ragazza viva e vibrante che esce dallo schermo. È una lezione oggettiva su come trasformare un’attrice non protagonista in una co-protagonista.

Breaking Bad in salsa Netflix
Ozark è la serie crime drama per eccellenza di Netflix. Scritta per tenere gli spettatori incollati allo schermo in un perenne binge-watching, sviluppa i canoni tipi del genere con una trama sovraccarica di storyline, eventi e personaggi.
Il parere dei lettori0 Voti0
Cosa funziona
Performance attoriale
Fotografia glaciale
Trama ricca di storyline...
Cosa non funziona
...che a volte mettono a repentaglio la sospensione d'incredulità
7.5