Ognuno dei parenti ha un possibile movente. Tutti mi hanno mentito.

Qualsiasi genere, letterario o cinematografico che sia, si evolve con il passare del tempo. Nella maggior parte dei casi, tende ad ibridizzarsi. E’ successo con il noir, è successo con la fantascienza, che ha modificato temi e declinazioni degli stessi, tanto da venire distinta e riconosciuta facilmente per decadi.

Non è successo, invece, con il giallo, che ha mantenuto struttura e forme canoniche della narrazione, limitandosi ad adeguarle alle tecniche investigative (DNA, prove scientifiche, internet, ecc…). Non deve quindi sorprendere che un regista come Rian Johnson, abituato a discutere i dogmi, si sia cimentato col genere in maniera molto rispettosa di tutte le sue regole, scritte e non.

Il lavoro di Johnson (anche sceneggiatore) è un chiaro omaggio ad Agatha Christie e alle sue storie interamente improntate su whodunnit?. È l’opera di un abile artigiano della settima arte, bravissimo a tenere concentrato lo spettatore su un aspetto della trama…per nascondergliene un altro, altrettanto evidente.

Oltretutto, questo film non è solo un mistero divertente da svelare, ma è pervaso da uno strisciante commento sociale su dove si trova l’America nel 2019. Aiutato da un cast carismatico ed azzeccato, Johnson mantiene con sicurezza un passo o due davanti al suo pubblico, lasciandoli senza fiato ma soddisfatti alla fine.

Release Date
5 Dicembre 2019
REGIA
Rian Johnson
CAST
Daniel Craig, Jamie Lee Curtis, Don Johnson, Ana de Armas
GENERE
Giallo-Commedia
Our Score
7
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Harlan Thrombey (Christopher Plummer) è uno scrittore di gialli di grande successo, ed è morto. La sua governante Fran (Edi Patterson) lo trova con la gola tagliata e il coltello ancora in mano. Sembra un suicidio, ma ci sono alcune domande. Dopo tutto, chi si suicida davvero tagliandosi la gola?

Johnson presenta degli archetipi famigliari per il genere giallo, ma poi li sovverte ogni tanto, rendendo il tutto molto fresco ed accattivante.

Un paio di poliziotti vengono nella tenuta di Thrombey per fare una piccola indagine, solo per assicurarsi che non ci sia nulla “fuori posto”, e il film si apre con le loro conversazioni con ciascuno dei membri della famiglia Thrombey . La figlia Linda (Jamie Lee Curtis) è una donna d’affari di successo con un marito che la tradisce di nome Richard (Don Johnson) e un figlio “ribelle” di nome Ransom (Chris Evans). L’altro figlio Walt (Michael Shannon) gestisce la parte editoriale, ma da sempre combatte con la pesante ombra paterna. La nuora Joni (Toni Collette) è profondamente impegnata nel self-helping, ma di fatto dipende economicamente dal vecchio. Infine, c’è Marta Cabrera (Ana de Armas), l’infermiera personale di Harlan.

Il caso verrebbe subito chiuso, non fosse per l’arrivo del famoso detective Benoit Blanc, interpretato da Daniel Craig, che oscilla tra il parodistico e il divertito nel tratteggiare un personaggio dall’ego sovradimensionato. A Blanc è stato ingaggiato per indagare sul suicidio. Quindi qualcuno pensa che questo sia sospetto. Perché? E chi?

La domanda su chi ha ingaggiato Blanc regge la storyline tanto quanto quella su chi ha ucciso Harlan. Johnson presenta degli archetipi famigliari per il genere giallo, la famiglia carica di rancori, la villa sontuosa, il detective geniale – ma poi li sovverte ogni tanto, rendendo il tutto molto fresco e accattivante.

Craig è delizioso — adorabile l’eccitazione nella sua voce quando capisce le cose tardi — ed è l’unico a spiccare assieme ad Ana de Armas. Il resto degli attori resta appiattito sullo sfondo. È inevitabile con un cast così ampio, quindi evita di vedere questo film per un attore o attrice specifica, tieni presente che si tratta di un grande pezzo di ensemble e che il tuo preferito potrebbe avere poca attenzione.

“Knives Out” scoppietta visivamente, anche se mai in maniera troppo appariscente da distrarre dal mistero o dal cast d’insieme. È un film che funziona a causa dell’amore palpabile di Johnson per il genere, e non diventa mai troppo meta o referenziale. Molti registi di talento sono tornati ai film di genere dopo aver fatto fortuna e hanno portato troppa consapevolezza di sé con loro. Non è questo il caso.

Per chi ama il genere (e non solo)
Knives Out è un film che gli amanti del giallo adoreranno, ma contiene svariati trucchi e meccanismi di scrittura ben congegnati che lo rendono di sicuro intrattenimento anche per una platea più ampia.
Il parere dei lettori0 Voti0
Cosa funziona
Meccanismo giallistico perfetto
Ottimo casting
Critica sociale
Cosa non funziona
Poco spazio ad alcuni personaggi
7