L’età dei gangster fu un periodo particolare per gli Stati Uniti alle prese con gli effetti della Grande Depressione degli Anni Trenta. Disparità e crisi sociale, povertà diffusa, una crescente sfiducia nelle istituzioni portò una gran parte dei ceti bassi a sostenere e idolatrare le numerosi bande di criminali che rapinavano e spargevano sangue al loro passaggio.

La banda capeggiata da Bonnie Parker e Clyde Barrow fu tra le più leggendarie e iconiche del periodo, già raccontata in numerose pellicole tra cui il celebre Gangster Story di Arthur Penn. La cifra stilistica di questa produzione Netflix dal budget elevatissimo (49 milioni di dollari), diretta dallo specialista di bio-pic John Lee Hancock, è totalmente opposta: non idolatrare i due gangster, ma focalizzarsi su chi li ha cacciati e infine uccisi, con uno sguardo critico, quasi esterrefatto, sul popolo idolatrante.

REGIA
John Lee Hancock
CAST
Kevin Costner, Woody Harrelson, Kathy Bates, Kim Dickens, John Carroll Lynch
GENERE
Drammatico/Biografico
Our Score
5.5
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I protagonisti di Highwaymen sono quindi Frank Hamer (Kevin Costner) e Maney Gault (Woody Harrelson), due ex-Texas ranger in pensione che vengono richiamati in servizio con il probante compito di fermare Bonnie e Clyde. I due uomini mettono in piedi una caccia all’uomo ad oltranza, con tutte le difficoltà di chi è un po’ arrugginito, nel fisico e nel’approccio, da anni di fermo.

 

La scelta di tenere Bonnie e Clyde “sullo sfondo” limita la narrazione del film a tre aspetti: Hamer e Gault che investigano, lo scontro generazionale con i poliziotti federali e le scorribande di Bonnie e Clyde con l’occhio sulle folle idolatranti.

La scelta di tenere Bonnie e Clyde “sullo sfondo” limita la narrazione del film a tre aspetti: Hamer e Gault che investigano, lo scontro generazionale con i poliziotti federali e le scorribande di Bonnie e Clyde con l’occhio sulle folle idolatranti. Ne esce un lungometraggio abbastanza incompiuto, dove il giustizialismo prende il sopravvento sull’approfondimento, e il tentativo di celebrare i due ranger conferma un assunto difficile da mandare giù: gli anti-eroi sono più interessanti degli eroi.

Se il Maney Gault di Woody Harrelson manifesta debolezze degne di una versione retro di True Detective, il Frank Hamer di Kevin Costner è fin troppo squadrato e monocorde per attirare l’attenzione dello spettatore. La declinazione western dei due protagonisti aiuta i due grandi attori in un’interpretazione all’interno della loro comfort zone, tuttavia è difficile non vedere come questi personaggi aggiungano molto poco ad un’epica “alla John Wayne” datata e già superata.

Highwaymen è un film incompiuto e non troppo interessante che strizza l'occhio ad una società contemporanea reazionaria e armaiola. La solida interpretazione di due vecchie volpi come Costner e Harrelson strappa la sufficienza.
Il parere dei lettori0 Voti0
Cosa funziona
Woody e Kevin
Cosa non funziona
Personaggi monocorde
La scelta di nascondere Bonnie e Clyde non paga
5.5