Titolo Originale
Mad Max: Fury Road
Data di uscita:
13/05/2015
Una produzione:
Village Roadshow Pictures, Warner Bros. Pictures, Kennedy Miller Productions, RatPac Entertainment
Budget (in dollari):
150000000
Ricavi (in dollari):
378858340
Nazioni produttrici:
Australia, United States of America, South Africa
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Recensione
Oltre ad aver di fatto messo il cinema australiano “sulla mappa” e aver di fatto creato l’estetica piรน mainstream del cinema distopico post-atomico, George Miller ha avuto di suo una carriera a dir poco imprevedibile. Dopo aver creato Mad Max, infatti, dalla seconda metร degli Anni Ottanta ha virato su produzioni piรน classiche di stampo hollywoodiano, film drammatici in odore di statuetta, Oscar che ha poi vinto con l’eccentrico film d’animazione Happy Feet. Diciamo che Miller ha sempre avuto difficoltร nel restare nelle maglie produttive del cinema made in USA, per questo la sua filmografia dagli Anni Novanta si รจ rapidamente diradata e il suo nome รจ stato spesso associato a progetti abbandonati o per cui il regista australiano รจ stato sostituito da qualche collega. Miller รจ sempre stato un autore poco avvezzo ai compromessi, soprattutto quelli di natura commerciale: la stessa trilogia originale di Mad Max, pur nata in un’epoca priva di universi e multiversi, รจ una saga anomala, in quanto le tre pellicole possono essere facilmente inquadrate come film auto-consistenti.
Ecco perchรฉ, alla notizia di un suo rinnovato coinvolgimento in Mad Max, c’era la certezza che non si trattasse del classico sequel/reboot di stampo hollywoodiano. A trent’anni di distanza dal terzo capitolo, Mad Max: Fury Road รจ cronologicamente posteriore, anche se in maniera approssimativa, e presenta un efficace rinnovamento di quell’estetica cosรฌ seminale creata dalla trilogia originale (Hokuto No Ken dice nulla?). Il protagonista non รจ piรน Mel Gibson (che aveva rifiutato ogni tipo di coinvolgimento) ma un Tom Hardy che, con la sua fisicitร , aiuta a gestire la transizione di Max ad uno stato ancor piรน solitario e primordiale rispetto ai primi episodi. Egli รจ ancor meno eroe del solito (un non-eroe?), cedendo di fatto il ruolo all’Imperatrice Furiosa di Charlize Theron, il vero personaggio chiamato all’azione di redenzione.
Per quanto riguarda la messa in scena, Fury Road tiene fede al suo nome, presentando per la quasi totalitร delle due ore azione pura su strada. Questo film รจ un colossale inseguimento, e l’abilitร di Miller nel gestire tagli e inquadrature su tutti i lati della “blindocisterna” (in originale war rig) sarebbe da insegnare alle giovani leve che millantano libertร creativa ma si limitano a timbrare il cartellino e a girare con green screen.
Il Verdetto
A distanza di trent'anni George Miller reinventa esteticamente e narrativamente il personaggio di Mad Max producendo il miglior episodio della saga.
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