The Commitments

Non avevano assolutamente nulla. Ma erano disposti a rischiare tutto.

Scheda del Film

Titolo Originale
The Commitments
Paese
 Ireland,   United Kingdom,   United States of America
Casa di Produzione
20th Century Fox, Beacon Communications, Beacon Pictures, First Film Company, Dirty Hands Productions
Regia
Alan Parker
Sceneggiatura
Ideatore
Cast
Robert Arkins, Michael Aherne, Angeline Ball, Maria Doyle Kennedy, Dave Finnegan, Bronagh Gallagher, Glen Hansard, Félim Gormley, Johnny Murphy, Dick Massey, Andrew Strong, Ken McCluskey, Colm Meaney, Anne Kent, Andrea Corr, Gerard Cassoni, Ruth Fairclough, Lindsay Fairclough, Ger Ryan, Liam Carney, Michael O'Reilly, Mark O'Regan, Phelim Drew, Sean Hughes, Philip Bredin, Aoife Lawless, Lance Daly, Conor Malone, Jezz Bell, Colm MacConiomare, Emily Dawson, Dave Kane, Kristel Harris, Maria Place, Brian MacAodha, Tricia Smith, Canice William, Patrick Foy, Jody Campbell, Allan Murray, Eanna MacLiam, Philomena Kavanagh, Peter Rowen, Eamonn O'Conner, Maura O'Malley, Blaise Smith, Derek Herbert, Owen O'Gorman, Pat Leavy, John Cronin, Rynagh O'Grady, Sheila Flitton, Michael Bolger, Mick Nolan, Eileen Reid, Bob Navan, Derek Duggan, Paddy O'Connor, Jim Corr, Larry Hogan, Bernard Keelan, Ronan Hardiman, Mikel Murfi, Josylen Lyons, Winston Dennis, Alan Parker, Paul Bushnell, Sharon Corr, Caroline Corr
Durata
1 h 58 min
Data di Uscita
14 Agosto 1991
Generi
Commedia, Drammatico, Musicale
Sinossi
Dal romanzo (1988) di Roddy Doyle. Negli anni '80 un giovane proletario irlandese mette assieme un gruppo di musicisti soul (“The Commitments”, ossia le promesse) che nella Dublino degli U2 e di Sinead O'Connor cercano di uscire dal ghetto. Come la sofferenza nella vita può diventare gioia nella musica. Un bel film. Giusto nella scelta e nella direzione degli attori, nel suggerire le spinte e i bisogni di libertà, democrazia e progresso di una generazione, nel ritmo del montaggio modellato sulle canzoni. Anche gli altri 2 romanzi della trilogia di R. Doyle sono stati adattati, entrambi con la regia di Stephen Frears: The Snapper (1993) e Due sulla strada (1996).

Dove vedere “The Commitments” in streaming

È strano come i film popolari possano scomparire dalla memoria collettiva con il passare del tempo.

“Gli irlandesi sono i neri d’Europa. I dublinesi sono i neri d’Irlanda. I dublinesi del Nord sono i neri di Dublino. Quindi, dillo una volta e dillo ad alta voce, sono nero e sono orgoglioso”.

Di recente ho recuperato The Commitments, film del 1991 di Alan Parker sulla breve ascesa e la caduta ancora più rapida di una band soul della working class a Dublino, in Irlanda.

È una storia semplice. Basato sul romanzo d’esordio del 1987 di Roddy Doyle e ambientato nei difficili quartieri del nord di Dublino, The Commitments è incentrato sull’aspirante promotore musicale Jimmy Rabbitte (Robert Arkins), che ha l’idea di formare una band soul.

Il ragazzo forma la band, districandosi tra drammi interpersonali, ego in rapida crescita e una rete intricata di gelosie sessuali per forgiare un gruppo soul affiatato e potente. Purtroppo, le lotte intestine trionfano sul talento e dopo il loro miglior concerto di sempre, i The Commitments si sciolgono in maniera eclatante.

Questo potrebbe essere un finale pessimo, siamo onesti, ma è il viaggio che non conta, non la destinazione. Ecco perché vale la pena rivisitare The Commitments.

Beh, per prima cosa la musica è fantastica. C’è una ragione commerciale alla base della rapida trasposizione del romanzo sul grande schermo: i produttori sapevano che la colonna sonora sarebbe stata un botto, piena di cover di Otis Redding, Wilson Pickett e Aretha Franklin. La band nel film è la band della colonna sonora, con Parker che registra dal vivo sul set per massimizzare la sensazione di autenticità. Certo, all’inizio sono terribili, ma viaggiamo con loro man mano che migliorano gradualmente, fino alla loro esibizione trionfante di “Mustang Sally” al loro ultimo concerto – in realtà l’unica volta che sentiamo un’intera canzone nell’intero film.

Si potrebbe sostenere che una band irlandese interamente bianca che suona quasi esclusivamente canzoni della cultura nera (a parte Van Morrison) sia un atto di appropriazione culturale, ma il film ne esce con eleganza. Alla domanda di uno dei membri della band se farlo sia stata una scelta sbagliata, Jimmy offre una goffa ma sincera replica: “Gli irlandesi sono i neri d’Europa. I dublinesi sono i neri d’Irlanda. I dublinesi del Nord sono i neri di Dublino. Quindi, dillo una volta e dillo ad alta voce, sono nero e sono orgoglioso”.

Parker, per essere un inglese, mostra un incredibile senso del luogo e della cultura nel film, catturando scene di strada di mercati affollati, stendibiancheria e branchi di bambini vagabondi con un occhio esperto per la specificità. Ovviamente The Commitments non è un film “alla Ken Loach”; mentre riconosce la povertà endemica del suo ambiente, cattura un certo umorismo mesto senza mai scendere alla sdolcinatezza. Le circostanze sono, nel complesso, terribili, ma mai infelici: c’è sempre musica.

Ecco perché, nonostante il finale, The Commitments è una pellicola ottimista: la band, la musica, non erano una via d’uscita dalle loro vite, ma una parte integrante, anche elevata, di esse. E’ un ottimo film perché ci ricorda che la musica, e in effetti tutta l’arte, non è un luogo lontano, una torre d’avorio, destinato in esclusiva ai grandi e ai dotati; nella migliore delle ipotesi, appartiene alla gente e alle strade.

The Commitments
The Commitments
Il Verdetto
Un inno generazionale divertente e intenso al potere della musica e alla bellezza dei sogni e del divenire
Il parere dei lettori0 Voti
0
7

Trailer e altro

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Voto Finale