Lo chiamavano Jeeg Robot

Titolo Originale

Lo chiamavano Jeeg Robot

Data di uscita:

25/02/2016

Durata (in minuti):

112

Sceneggiatura:

Colonna sonora

Una produzione:

Goon Films, RAI

Budget (in dollari):

1900000

Nazioni produttrici:

Italia

Se vuoi assicurarti i migliori film e serie TV, iscriviti alle seguenti piattaforme streaming:

Recensione

Lo chiamavano Jeeg Robotย รจ un film di genere, ma di che genere si tratta? Uno tutto nuovo, nato dalla stratificazione e sedimentazione dei precedenti. Ecco allora che i dogmi del genere supereroistico a stelle e strisce vengono tutti a galla nello sviluppo della trama, e maneggiati con la sapienza ortodossa del fan di lunga data. Abbiamo il protagonista disagiato che riceve dei superpoteri in maniera del tutto casuale, che allโ€™inizio non sa cosa farne e prova a sfruttarli per guadagnarci, unโ€™evoluzione che ricorda molto quella delloย Spidermanย di Stan Lee. Abbiamo poi unย villainย sopra le righe, un eccentrico schizoide che si nutre solo di fama e potere, e che nel corso del film finisce pure sfigurato. Qui i rimandi sono tutti per il Joker, lโ€™acerrimo antagonista di Batman.

Ma non siamo di fronte a una mera emulazione di Hollywood. Sia allโ€™interno del titolo (che per alcuni รจ stato anche fuorviante), sia nel corso delle scene, la citazione-manga รจ importante e decisiva. E non รจ un caso che tra i tanti eroi animati che hanno segnato Mainetti (nonchรฉ il sottoscritto) sia stato scelto proprio Hiroshi Shiba, colui che, โ€œcuore e acciaioโ€, puรฒ diventare Jeeg. Allโ€™interno dellโ€™universo Nagaiano รจ forse quello che meglio interpreta lโ€™identificazione tra uomo e robot, proprio perchรฉ egli stesso รจ parte integrante e necessaria alla costituzione di Jeeg Robot. Hiroshi รจ stato trasformato dal padre in un cyborg a sua insaputa, e inizialmente rifiuta il ruolo di eroe che gli รจ stato assegnato, proprio come lโ€™Enzo Ceccotti del film, che continua a rubare, mangiare yogurt e guardare porno come faceva prima. Il tema del sacrificio, che permea gran parte dellโ€™animazione giapponese, diviene trainante nella seconda parte della pellicola, quella in cui il protagonista accetta di essere Hiroshi, non soltanto agli occhi di Alessia, la giovane vicina di casa che passa le sue giornate ad assistere alle battaglie in DVD tra Jeeg e la regina Himica.

Gli ingredienti tematici sono questi, e la declinazione romana fa il resto. Mainetti pesca nellโ€™attualitร  (Mafia Capitale, il pericolo attentati) e lo fa aiutandosi con un immaginario cinematografico giร  lastricato da opere comeย Romanzo Criminale,ย Gomorraย eย Suburra. Lo spettatore non puรฒ essere stupito di vedere Roma raccontata in questa maniera, nรฉ dellโ€™ambientazione di Torbellamonaca o del dialetto romanesco. La sapienza del regista รจ nel dosare questi accenni di realismo allโ€™interno di un contesto votato allโ€™intrattenimento puro, con punte dโ€™ironia e dramma immersi nel grottesco. Il cattivone con un passato da corista a Buona Domenica che cantaย Unโ€™emozione da pocoย al karaoke o che compie una mattanza riprendendosi con il cellulare รจ esemplare della ricerca stilistica di unโ€™anormale normalitร .

Sia chiaro,ย Lo chiamavano Jeeg Robotย ha tutto per essere un caso e per restare un fulmine a ciel sereno. I cinque anni che sono stati necessari a Mainetti per produrlo sono un avvertimento per chi cerca di proporre alternative in un mercato che prevede soltanto film dโ€™autore e commedie.

Il Verdetto
Gabriele Mainetti realizza un film di genere supereroistico riuscendo a dosare gli accenni di realismo allโ€™interno di un contesto votato allโ€™intrattenimento puro, con punte dโ€™ironia e dramma immersi nel grottesco.
100

Cosa ne pensi?

Leave a reply

Voto Finale

Enrico Giammarco
Logo