Il 2019 è l’anno dell’effettiva maturità della narrazione superoistica? Così sembrerebbe, se è vero che le varie piattaforme hanno rilasciato, a distanza di pochi mesi l’una dall’altra, opere come The Umbrella Academy (Netflix), Watchmen (HBO), Doom Patrol e questo The Boys (entrambe targate Amazon Prime Video).

I supereroi piacciono, ma essere diventati mainstream comporta un allargamento dei gusti dell’audience, a comprendere fette più “scafate” di spettatori a cui non possono bastare le pirotecniche e divertenti avventure del Marvel Cinematic Universe, fin troppo assolutorie e all’acqua di rose nel trattare, anche di striscio, tematiche politiche o che vadano oltre l’annoso dilemma su chi possa essere degno di sollevare Mjollnir (il martello di Thor).

Di tutte le produzioni sopracitate, The Boys è quella che va più nella direzione estrema, e dissacratoria, di una demistificazione dei supereroi. Tratta dall’omonimo fumetto di Garth Ennis e Darick Robertson, narra di una multinazionale (la Vought) che gestisce i supereroi, vere star mediatiche e dai comportamenti non sempre irreprensibili, e di un gruppo di mercenari (i Boys del titolo) che si occupano di “punire” e far rigare dritto i “super” che sgarrano.

SHOWRUNNER
Eric Kripke
CAST
Jack Quaid, Anthony Starr, Karl Urban, Erin Moriarty.
GENERE
Commedia Nera, Supereroi
STAGIONIxEPISODI
1x08
PIATTAFORMA
Amazon Prime Video
Our Score
8
Questa sintesi non rende ovviamente giustizia alla serie (guardatela!), ma fa intuire come The Boys si distanzi da qualsiasi narrazione supereroistica “classica”. Non ci sono punti di riferimento: i presunti “buoni” non lo sono così tanto, non sono cattivi in senso stretto, più che altro appaiono come egoisti, capricciosi e autoreferenziali. D’altro canto, anche questo gruppo di outsiders non ha proprio la fedina pulita, bene o male agiscono tutti per vendetta personale contro i “super” o la Vought. L’unico personaggio che, finora, sembra sfuggire a questo dualismo è Starlight (Erin Moriarty), la new-entry del gruppo dei Sette (i Super più fighi del pianeta). Il suo approccio idealista alla missione dei supereroi, e lo scontro con l’amara e poco virtuosa realtà, sono un ottimo grimaldello narrativo per costruire l’evoluzione di un personaggio che nasce ingenuo (anche più del MCU) per farsi crescere tanto pelo sullo stomaco.

The Boys è una parodia dissacrante sulla nostra società, che mischia le carte tra Bene e Male, e critica lo scarto continuo tra verità mediatica e reale

The Boys, però, non si limita a mischiare le carte tra Bene e Male, ma offre una parodia dissacrante sulla società di oggi, sullo scarto continuo tra verità mediatica e reale, sull’altare della popolarità a cui sacrificare ogni principio, sul culto dei follower come metrica di successo e sulla continua richiesta dell'”uomo forte” a cui delegare la propria percezione di sicurezza.

The Boys Patriota

Tutto questo senza dimenticare che, seppure irriverente e non convenzionale, stiamo comunque parlando di una serie di supereroi. Quindi non mancano tanta azione, dialoghi brillanti con continue virate verso la black comedy, e l’elemento comico (il personaggio di Abyss). Non tutto è perfetto, alcuni personaggi sembrano appena abbozzati, ma ci sarà almeno una seconda stagione, quindi c’è tempo per dare spazio a tutti.

The Boys è la risposta a chi cerca una serie sui supereroi con una visione non ingenua della società che ci circonda. Ritmo serrato, twist narrativi non banali, personaggi in continua evoluzione.
Il parere dei lettori0 Voti0
Cosa funziona
Perfetto mix tra azione e black comedy
Alcuni personaggi sono ben costruiti e con un percorso narrativo complesso...
Cosa non funziona
...altri sono appena abbozzati e ancora senza un ruolo.
8